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1. Premesse per un confronto
La letteratura sui rapporti tra Vico e Rousseau e molto vasta, ma pur richiamando circostanze notevoli giunge a conclusioni prevalentemente indiziarie. La possibilita che Rousseau abbia avuto notizia della Scienza nuova tra il 1743 e il 1744, nel periodo trascorso a Venezia in qualita di segretario d'ambasciata, o piú tardi in Francia dove era significativa la penetrazione delle idee vichiane, deve considerarsi tutt'altro che remota, pur non essendo filologicamente provata.1 Su una diversa direttrice, numerosi contributi hanno ricostruito una trama di relazioni indirette tra i due pensatori individuando possibili convergenze specie sul complesso problema del rapporto tra natura e cultura. In questo senso Ernst Gombrich 2 associa Vico e Rousseau quali fondatori di un gusto primitivistico destinato a influenzare durevolmente l'estetica europea. Altre assonanze sono riscontrabili a partire dal comune interesse per il dato antropologico, centrale in entrambe le prospettive filosofiche.3 Su questo versante, particolarmente feconda si e rivelata l'indagine su molte idee comuni circa ľorigine e la natura del linguaggio, al punto che un confronto tra la Scienza nuova e gli Essai sur ľorigine des langues mostra notevoli affinitâ che possono derivare tanto da un'influenza di Vico su Rousseau,4 quanto dal ruolo determinante che l'opera di Condillac ebbe sul filosofo ginevrino.
Rispetto alle questioni appena esposte lo scopo di questo contributo e piu circoscritto. Ci limiteremo a prendere in esame alcune opzioni esegetiche attraverso le quali i primi lettori della Scienza nuova - attivi tra il 1744 e il 1827 (anno dell'edizione francese della Scienza nuova curata da Michelet) - pongono la questione del rapporto tra Vico e Rousseau, arrivando in molti casi a leggere l'opera dell'uno in maniera speculare a quella dell'altro. Quella proposta non vuole essere, quindi, una storia comparata delle rispettive fortune critiche, ma una riflessione che individua diversi punti d'intersezione in cui - almeno nel giudizio dei lettori settecenteschi - le filosofie di Vico e di Rousseau istituivano relazioni o tracciavano irriducibili alternative esegetiche. Occorre premettere che mentre la fortuna europea di Vico e stata oggetto di notevoli indagini critiche, la questione della ricezione di Rousseau nell'Italia del XVIII secolo attende ancora oggi studi sistematici. Troppo provvisorie, come spesso si e rilevato, appaiono le indagini bibliografiche di Silvia Rota Ghibaudi,5 non comparabili a quelle condotte...





